Ho sentito da qualche parte che la felicità è continuare a volere qualcosa che possiedi già. Ovviamente trovare una definizione a questo genere di cose è difficile o impossibile, ma questa mi è sembrata così vera.
Volevo te e ora che ti ho continuo a volere te. Dimmi se questa non è felicità.

Ho sentito da qualche parte che la felicità è continuare a volere qualcosa che possiedi già. Ovviamente trovare una definizione a questo genere di cose è difficile o impossibile, ma questa mi è sembrata così vera.
Volevo te e ora che ti ho continuo a volere te. Dimmi se questa non è felicità.

vjntage

Anonimo asked:

com'è stata la tua prima volta?

bel-culetto answered:

la maggior parte degli adolescenti della mia età, sono abituati alla confusione e a confondere. ci sono ragazzine che danno il loro primo bacio in discoteca, ad un ragazzo che neppure conoscono. ci sono ragazzi in cerca della prima troietta di turno, che molte volte è solo la ragazzina che aveva dato il suo primo bacio in discoteca qualche mese prima, per diventare più esperti per la successiva, e quella dopo ancora.
un esempio potrebbe essere mio fratello: quattrordici anni, comitiva composta da sette persone, ma pronta ad allargarsi, che ha iniziato a fumare qualche mese fa, che si pavoneggia per il suo successo su un social come Facebook, che veste sportivo, e che -solo perché può permetterselo visto che è un bel ragazzo- parla delle tipe che gli stanno dietro come cagnolini, di sesso e delle ragazzine che i suoi amici (e non so se anche lui) si sono scòpati negli ultimi sabati. mio fratello è il classico ragazzo che io proprio non sopporto, che non si rende conto del fatto che, se continua così, tra qualche anno non saprà cosa farsene della sua vita; ma so anche che la colpa purtroppo non è soltanto sua, considerando la società in cui siamo costretti a vivere. mi chiedo quando crescerà e poi mi rendo conto che magari, se non avessi sempre desiderato essere più grande di quanto non fossi, sarei potuta essere anche io così.
mi hai fatto una domanda, e magari ti sembra che io stia divagando, stai perdendo la pazienza e nemmeno ritornerai sul mio blog per vedere se ho risposto ma, vedi, ti sto dicendo queste cose per un motivo preciso.
esistono sette miliardi di persone a questo mondo. in questo momento sta nascendo una vita, diecimila nuove vite. mentre tu leggi, qualcuno in qualche posto di questa terra sta litigando, altri stanno per pronunciare i loro voti di matrimonio, perfetti sconosciuti si stanno innamorando, due migliori amici stanno scoprendo l’amore negli sguardi l’uno dell’altro e anche se avranno paura di rovinare tutto, finiranno per fare l’amore e si renderanno conto di non aver mai fatto scelta migliore. qualcuno sta morendo; un fiore, duemila forse, stanno nascendo; miliardi di persone si staranno baciando. alcuni staranno camminando per strada mano nella mano, altri si staranno urlando che non si sopportano. storie durate anni stanno finendo e relazioni durate pochi mesi si stanno interrompendo. ci sono così tante cose che non possiamo controllare e, invece, pensiamo di poterci riuscire. viviamo continui cambiamenti senza neppure rendercene conto. la vita ci gira in torno e noi siamo fermi ad aspettare che faccia un passo in più verso la nostra direzione. le persone non sanno più riconoscere la vera felicità, si aggrappano a qualcosa di lontanamente simile e fanno di quella piccolezza tutto il loro mondo, si costruiscono i cosiddetti ‘castelli in aria’, destinati a crollare, perché la verità é che si accontentano. ormai le persone sono abituate a confondere l’affetto con l’amore, i sorrisi con lo stare bene, la felicità con il divertimento.

mi hai chiesto com’è stata la mia prima volta ed io ti rispondo; ti chiedo: “quale?”
ho visto l’amore nel suo sguardo, l’attimo dopo che le nostre labbra si sono soltanto sfiorate. ho trascorso tre mesi a ripensare a quel momento. ho aspettato che accadesse di nuovo, tutte le sere e tutte le volte che poteva capitare e non capitava mi chiedevo se non fosse stata solo un’allucinazione, se tutto quello che avevo provato non fosse soltanto un mio problema, infondo, c’eravamo soltanto sfiorati. poi, dopo quattro mesi e mezzo è capitato ancora. ci sono stati lunghi abbracci, bacini dolci, sorrisi. tanti sorrisi.
la prima volta in cui siamo andati a cena fuori, soltanto noi due, mi guardava e mi ripeteva tra i denti frasi per cui sarei potuta impazzire in quel preciso istante, del tipo “non potrei mai immaginare la mia vita senza di te, promettimi che qualsiasi cosa accada mi sorriderai sempre così”. la prima volta che è venuto a prendermi fuori scuola, la prima lettera che mi ha scritto, la prima canzone che mi ha dedicato. ognuna di queste ‘prime volte’ hanno valore per me.
a distanza di altrettanti mesi da quello sfiorarci, -con precisione cinque, tra le tante altre cose- sono diventata “bel culetto”. mi chiamava così quando voleva farmi sentire che esistevo solo io, che non aveva occhi che per me, che non c’era nessun altro essere al mondo in grado di superarmi, di eguagliarmi o di sostituirmi. abbiamo deciso insieme di diventare una coppia, a tutti gli effetti. abbiamo parlato tanto, ma mai abbastanza. pensavamo di poter passare il resto delle nostre vite senza lasciarci mai, motivo per il quale ci siamo abbandonati a questa splendida follia e abbiamo deciso di mettere da parte le paure, soprattutto quella di perderci. non abbiamo corso mai, abbiamo vissuto ogni giorno nel migliore dei modi. non c’è stato giorno in cui non mi sia sentita la più bella, la più felice, la più importante. abbiamo fatto l’amore per la prima volta di domenica mattina, fuori pioveva ed io sorridevo. non mi sono sentita costretta, ne in dovere di compiere un gesto così pieno di importanza. è stato tutto un susseguirsi di momenti, emozioni e grandi speranze. non eravamo innamorati..eravamo l’amore.

e mentre io adesso scrivo, ricordo e ci penso, mi chiedo dove sia, cosa stia facendo, perché non possiamo incontrarci ed abbracciarci, senza doppi fini. incontrare la persona con la quale avevo un legame così solido, così forte, e non quella persona con la quale adesso non riesco più a scrivermi più di dieci messaggi, nonostante il nostro immenso tenerci stretti forte anche così. ho perso gran parte di me, gran parte di noi, ma so che mi ha dato tanto, mi ha fatta diventare la persona che sono, la ragazza piena di valori e che non potrebbe mai dimenticare il suo primo bacio, il suo primo appuntamento, il suo primo ed unico amore. la stessa ragazza che non si ridarà così facilmente ad un’altro, soltanto perché ormai l’ha già fatto.
a me è andata male questo non significa che ad altri non può andare meglio. per l’amore della mia vita, ci sarà qualcun’altra che a sua volta sarà il suo. ed io mi auguro che le cose gli vadano per il meglio, perché lo merita. perché a distanza di ormai cinque stagioni, non mi ha mai nemmeno per un giorno fatta sentire sostituita o rimpiazzata. è solo andato avanti, ed è giusto che sia così.

certe cose oltre che essere intime, sono impossibili da spiegare, però vorrei dire una cosa a te che me l’hai chiesto: l’amore, in qualsiasi forma ci si presenti, non vai mai confuso con qualcosa di diverso.